August 2017

Nel Finito… Mai Finito di Iole Chessa Olivares

L'orizzonte spirituale che progressivamente si amplia, venuti meno spazio e tempo, oltre la finitezza umana, nella ricerca inesauribile del senso ultimo del vivere. Qui tutto è ovunque, tra il visibile e l’invisibile. Il libro, Nel Finito... Mai Finito. diviso in sette sezioni, declina questo concetto con variazioni e colori che si rincorrono, la realtà viene trasfigurata per raggiungere l’essenza delle cose: nulla si perde, tutto si ritrova nella consapevolezza delle interdipendenze, riprendendo vita tra infinite connessioni. Da quando si è accorta di questa sua vena poetica e letteraria? La consapevolezza di una vena poetica è arrivata nel tempo. Prima è arrivata...

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L’opera prima di Stefano Iachetti e Dario Marchetti

Un libro che è una ricostruzione storica e anche un tuffo nei ricordi. Il passato di tutti e il passato dei singoli. L'Italia becera e nobile degli anni della seconda guerra mondiale, la Roma convulsa degli anni 70, il microcosmo di Montebuono, piccolo centro della campagna laziale. Nell'opera prima di Stefano Iachetti e Dario Marchetti, c'è un pezzo del nostro Paese che ritorna. E ritorna con un delitto, nella quiete un po' pigra ma dolce del borgo. Nella parte iniziale, c'è la guerra: l'indeterminatezza e l'efferatezza di quegli anni, la tensione, la paura, la vigliaccheria e il coraggio, la delazione...

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La tempesta perfetta per Carlo Lottek Landriscina

Doveva essere una presentazione diversa, controcorrente: per i suoi due libri, Porta le mentine (del 2016) e soprattutto Ricordati il bitter (del 2017), Carlo Lottek Landriscina aveva individuato non una biblioteca, non una libreria, non una sala, ma un circolo velico, a picco sul lago, in uno dei più bei golfi del Verbano: in quel di Lesa, dimora estiva tanto per dire di Alessandro Manzoni. Anzi, il circolo è proprio lì sotto, e chissà che l'ombra del Don Lisander ogni tanto non si affacci in questi luoghi. Comunque: si voleva dar modo al pubblico intervenuto la possibilità di ascoltare e...

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“Gita al faro” di Virginia Woolf

In questo suo romanzo la scrittrice Virginia Woolf (Londra-1882-1941) descrive la sua vita e quella dei suoi genitori nella casa in Cornovaglia, dove solevano passare le vacanze. Sappiamo che in realtà la scrittrice ha avuto delle esperienze dolorose in famiglia. Molestata dal fratellastro da bambina, perse poi la madre quando aveva tredici anni e visse col padre, i fratelli e la sorella Vanessa. Nei suoi romanzi Virginia introdusse per prima, come scrittrice, la tecnica del “monologo interiore”, cioè la realtà non solo data dai fatti, dalla trama, che è ben poca, ma dai pensieri e ricordi dei personaggi, che in...

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Racconti di Parallela Quotidianità

“Racconti di Parallela Quotidianità" è il libro che segna l'esordio letterario della brava Laura Rapicavoli. Un libro per tanti racconti dai quali emergono emergono le frustrazioni, le speranze, i sogni, le aspettative dei giovani del XXI secolo nei confronti di una società che li ha lasciati “orfani” della propria identità. I personaggi di Laura Rapicavoli sono in cerca di valori, d’amore, di sentimenti di amicizia, soprattutto di una realizzazione personale e professionale, costretti a “inventarsi” una realtà parallela per sopperire alle continue “sconfitte” alle quali la vita li piega. “Il mio libro – dichiara la Rapicavoli -, punta l’attenzione al...

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Elena Della Giovanna Gatti speciali e non solo…

Non è facile, almeno per me non lo è stato affatto, scorrere le pagine di questo nuovo libro di Elena senza fermarsi e lottare contro qualche lacrima; senz’altro io sono particolarmente sensibile, lei però è maledettamente brava a far vivere una situazione, a far “sentire sulla pelle” ora le sferzate del vento gelido, ora l’odore acre del sudore nel caldo estivo della campagna lodigiana… Sa farti entrare occhi negli occhi di un cane esanime, sa regalarti la gioia della sua flebile gratitudine scevra da rancore, perché -e questa è una lezione importante- gli animali non provano rancore, non rimuginano su...

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Trionfali note lacerarono l’immobilità del silenzio

Immaginate di essere privati dell’organo sensoriale preposto all’espressione di ciò che vi è di più intimo in voi; supponete, per un solo istante, di ridestarvi in una melmosa oscurità di suoni, in un arido deserto, privi di coordinate, smarriti, nella totale assenza di rumori. Identificatevi in un uomo che ha donato pienamente la propria vita a una passione, edificando per lei e intorno a lei interi mondi e universi, ed è stato da essa tradito e abbandonato, in preda a un logorante e perverso dolore. Chiedetevi, in questo preciso momento, quale tormento provocherebbe in voi una tale sottrazione! Sol Sol...

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A tu per tu con Vera Ambra

Ironica e solare, intraprendente ed energica, questa donna è un vero ciclone. Lo si capisce subito se ci si intrattiene qualche minuto a parlare con lei. Parafrasando un noto motivetto non si esagererebbe dicendo che Vera Ambra fa l'effetto di uno shock. Personalità frizzante e poliedrica, poetessa e scrittrice catanese di profonda sensibilità, autrice del romanzo Insabel di recente pubblicazione, Vera è presidentessa di Akkuaria, associazione culturale no profit con sede a Catania fondata nel duemila e divenuta, nel corso degli ultimi cinque anni, punto di riferimento per operatori dell'arte e della cultura sparsi in tutta la nostra penisola. "Akkuaria"...

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Mariannina Coffa

La poetessa Mariannina Coffa Caruso, detta "La capinera di Noto", "La Saffo netina", nacque nel 1841 a Noto (Siracusa), dove morì nel 1878, a 36 anni, 3 mesi e 6 giorni. Fu una bambina sensitiva e precocemente ispirata che il padre, noto avvocato patriota, impegnato nelle rivoluzioni del 1848 e del 1860, si compiaceva di fare esibire nei salotti e nelle accademie con le sue poesie improvvisate su temi dettati estemporaneamente. ', ' Dopo qualche anno di collegio in cui imparò versificazione e un po' di francese, mentre solo i suoi fratelli poterono apprendere anche il Latino, le fu messo...

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Gli aspetti visionari della scrittura

Odio la poesia! Non ho mai coscientemente voluto “ascoltare” i vagiti intimistici dei poeti. Poi lessi “Autonomia ed eteronomia dell’arte” di Luciano Anceschi che mi guidò nelle sue ultime lezioni universitarie tenute, nei primi anni ottanta, nell’Ateneo di Bologna. Con la sua guida riuscii a comprendere il fascino delle “Poetiche del Novecento”. Con lui mi appassionai addirittura alla fredda, industriale poetica del Futurismo, a quella poetica che mi avevano insegnato essere di matrice culturale fascista e per questo da disprezzare, in una Bologna da sempre “rossa”. Fu un lampo che di reazionario non aveva nulla ma che mi permise di...

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