Nel nome della verità

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Dico a Voi,
ho peccato e pecco, vestita dei sette abiti del male, che tengo nelle tasche del giorno e della notte.
Sette rotazioni, sette spicchi del cerchio del carro dell’uomo che trovò il modo di uscire dalle spelonche e di guardare le stelle, di cercare la luna nel pozzo e di vivere sentendo lo spirito e la carne nascere e morire e rinascere.
Leggete la passerella e ditemi poi, quanto siamo fratelli!

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Dettagli del Libro

Pages

74

Publisher

Akkuaria

Language

Italiano

ISBN

978-88-6328-329-7

Released

Marzo 2018

Formato

Cartaceo

Nota sull'autore

Maria Stella Sudano

Maria Stella Sudano

È nata a Catania il 18 luglio del 1970, ha conseguito la Maturità
Classica, il diploma di Istituto Magistrale e di Scuola Magistrale. Dal 1998, vincitrice
di concorso per esami e titoli, insegna nella Scuola Elementare. Ha una grande passione
per il teatro greco; dipinge ispirandosi agli impressionisti e disegna astratti.

A distanza di dieci anni dalla prima pubblicazione di Azzurrogusto, Maria Stella Sudano ci regala una breve ma intenza escursione nel mondo dei vizi capitali e delle virtù cardinali e teologali.
Sotto forma di poemetto allegorico, i vari personaggi si avvicendano con il ritmo incessante tipico di una rappresentazione teatrale. Il tutto mosso dalla potente necessità di parlare con verità, con umanità e onestà.
Il Testo è corredato da delicate e incisive illustrazioni che nascono dall’interpretazione di Antonella Maria Piazza, che decide di sposare il viaggio tanto da far vivere di vita propria le immagini pur nello scorrere vicine al testo.
Garbate ed eloquenti metafore grafiche, con un singolo intervento cromatico per volta, sino al raggiungimento finale e policromatico della piena manifestazione del sé, del protagonista: figura maestosa di fiore e stella.

1 review for Nel nome della verità

  1. Rated 5 out of 5

    Ho letto tutto d’un fiato e riletto con attenzione il libretto di poesie della Sudano ed anche la prefazione, che ha pure la valenza di commento, scritta da Gabriella Rossitto. Dopo la dotta esposizione di quest’ultima poco mi resta da dire in proposito, essendo stato centrato benissimo l’argomento trattato esponendo con dovizia e sapiente tecnica i caratteri salienti dell’opera della Sudano.
    Si tratta, in sostanza, di poesie metaforiche imperniate sulla descrizione dei vizi e delle virtù dell’umanità, considerate delle vere “gabbie” dell’umano sentire, come le ha definite la Rossitto, ed esposte con una tecnica linguistica permeata di allegoriche considerazioni, che hanno un significato filosofico molto profondo e richiamano alla memoria concetti forse già triti e ritriti dalla dottrina sociale e religiosa, che, però, richiamano il gusto della modernità contemporanea al punto tale da farle sembrare una novità assoluta.
    Se mi è consentito il paragone, alla fine della lettura, mi è sembrato di aver letto le teorie filosofiche di Emanuele Kant, espresse con un linguaggio che richiama l’immediatezza espressiva di Ungaretti.
    Per l’appunto, La descrizione dei vizi e delle virtù dell’umanità richiamano alla memoria le categorie Kantiane dell’Io categorico e, non a caso, viene citato il Nietszche, che ha molto in comune con Kant, il padre vero in assoluto dell’idealismo.
    Inoltre il linguaggio conciso, immediato, asettico, schematico ed incisivo , usato nel descrivere questo campionario dell’umano sentire ricorda tanto lo stile di Ungaretti.
    Anche le illustrazioni semplici e schematiche di Antonella Maria Piazza, di cui è corredato il libro, richiamano questo riferimento ad Ungaretti. Pochi segni e colori indispensabili alla bisogna, senza eccessiva ridondanza delle forme, che risulterebbe superflua e retorica.
    Decisamente, per i motivi sopra esposti, siamo in presenza di un’interpretazione letteraria moderna e contemporanea, di concetti universali che sono alla base del sentire umano, come, del resto riesce ad esplicitare bene la Rossitto nella sua prefazione.

    Pippo Nasca

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