I padri della letteratura

“Gita al faro” di Virginia Woolf

In questo suo romanzo la scrittrice Virginia Woolf (Londra-1882-1941) descrive la sua vita e quella dei suoi genitori nella casa in Cornovaglia, dove solevano passare le vacanze. Sappiamo che in realtà la scrittrice ha avuto delle esperienze dolorose in famiglia. Molestata dal fratellastro da bambina, perse poi la madre quando aveva tredici anni e visse col padre, i fratelli e la sorella Vanessa. Nei suoi romanzi Virginia introdusse per prima, come scrittrice, la tecnica del “monologo interiore”, cioè la realtà non solo data dai fatti, dalla trama, che è ben poca, ma dai pensieri e ricordi dei personaggi, che in...

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Peter Russell

Forse sarà la luna, o forse le stelle Che mi impediscono di fare ciò che voglio - Cose nobili, virtuose, sublimi e vere Allo spirito innato, che nessuna cosa aliena disaccorda. Ma adesso mi pare di stare dietro alle sbarre O d'essere tutto legato, come uno preso E imbavagliato dai lillipuziani, vittima d'illegale detenzione. Piuttosto benedico le mie strane incarnazioni. Non so perché io mi senta un prigioniero, - Dei poteri maligni o di piccoli folletti, Non ha importanza, - oggi non posso fare nulla Che abbia valore. Ha piovuto tutto il mattino. Mi dicono gli amici che sono "depresso"....

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Shakespeare La bellezza dell’amore

Nato a Stratford-on-Avon nel 1564, Shakespeare vi morì nel 1616, a 52 anni. Su di lui sono stati scritti un infinità di libri - molti dopo anni di pazienti ricerche - nel tentativo di risolvere. Non ci si può accostare a William Shakespeare non senza aver circumnavigato la genialità del suo pensiero. Cos’è un genio se non l’insieme dei tanti principi opposti che aspirano soltanto all’unione tra di essi. Dalla sua visione della vita e dalla sua straordinaria capacità di penetrare l’animo umano ne trae sentimento e tragedia William Shakespeare, nella sua modernità, pur essendo così lontano dagli eventi dell’umano...

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Ode alla Vita di Pablo Neruda

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza,...

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Asimov, i robot e l’impero

Se si esclude il ciclo di Lucky Starr, il "vagabondo dello spazio", se si esclude la serie di libri sui Vedovi Neri (di genere giallo), e se si escludono i suoi testi scientifici, Isaac Asimov è l’autore che ha inventato (o scritto) il futuro del genere umano attraverso i tre Cicli dei Robot, dell’Impero e delle Fondazioni. Scritti in maniera "disordinata" (rispetto alla catalogazione successiva), questi cicli partono da un futuro prossimo (il primo libro del ciclo dei robot, Abissi d’acciaio, si svolge a New York e a Spacetown, una città abitata da uomini provenienti dai Mondi Esterni, cioè alcuni...

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La libertà del Verga

"Anche il lupo allorché capita affamato in una mandria, non pensa a riempirsi il ventre, e sgozza dalla rabbia". Con "La libertà" si sviluppa in questa novella del Verga l'azione interpretativa del "massacro avvenuto a Bronte nel 1860" e ne focalizza quel brivido di rabbia che è stato teatro del terrore di un popolo tradito: i moti di un popolo siciliano, che fieramente si è ribellato. Ed è qui, che l'occhio del Verga si apre sul questo "spaccato" e lo modella con arguzia in una rappresentazione che si snoda attraverso la schematizzazione dei punti essenziali di una vicenda in cui...

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