Sale!

Re o Regina

Mentre il computer si avvia, vado in bagno e mi guardo con fatica allo specchio. Ero bella, adesso è rimasta l’ombra della bellezza di una volta. Ora mi sento lontana da quell’agile gazzella che tanto aveva corso spensierata.
Ma la bellezza è talmente effimera… oggi c’è, domani non più. Allora, è bello quanto ho dentro e per questo non occorrono specchi, né cosmetici di mantenimento.
Non sono mai stata una di quelle che per contrastare gli attacchi del tempo, ogni giorno, scelgono le creme da sacrificare sulla pelle.
Allo specchio non mi ci guardo più da anni; anzi uno di questi giorni butterò l’ultimo che è rimasto in bagno. Non sopporto l’idea di vedermi invecchiare. Non mi sono più specchiata per risparmiarmi il dispiacere di non essere più come ricordo di essere stata, prima di varcare la porta della macina della vita.
Mi ha ridotta in bianca farina, ma troppe volte mi ha impastata e cotta nei suoi forni migliori! Ma non posso e non voglio lamentarmi, se tornassi a nascere vorrei riviverla alla stessa maniera.

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Dettagli del Libro

Publisher

Akkuaria

Language

Italiano

ISBN

978-88-6328-079-1

Released

Ottobre 2016

Formato

Cartaceo, Ebook

Nota sull'autore

Vera Ambra

Vera Ambra

Dopo diverse esperienze sia nel campo editoriale e sia nel campo giornalistico, nel 2000 propone il sito www.akkuaria.com. Dopo otto mesi di presenza in rete si classifica tra i primi 10 nella sezione cultura del Premio WWW indetto da Il Sole 24 ore.
Nel 2001 fonda e presiede l’Associazione Akkuaria.
È curatrice di siti e di collane letteratura contemporanea.
Tra le sue maggiori iniziative ricordiamo la rassegna artistica Viaggio tra le vie dell'Arte e il Premio Letterario Fortunato Pasqualino.

Conosco il libro di Vera. L’ho conosciuto bene, attraverso le diverse fasi della sua stesura, lunga, articolata, impegnativa, come impegnative sono tutte le cose che tanto scavano dentro di noi, quelle davvero coinvolgenti. Intime. Profonde.
Vera è questo libro. Lo ha voluto, scritto in maniera catartica, per affidare alle sue pagine, non solo ricordi ed esperienze, fatti e persone, visi e vite di chi ha incrociato lungo la strada, ma soprattutto per poter liberare una parte della sua anima, lasciare sui fogli un peso, a momenti anche gravoso, lasciando anche l’orma che ognuno di noi lascia, vivendo.
E’ uno spaccato intenso e coinvolgente di una vita normale, vissuta in una famiglia normale, che dipana la sua vicenda dall’inizio degli anni ’50, anni di cambiamento, specialmente in un territorio difficile e contraddittorio come quello siciliano, fino ad oggi.
Ma l’ambientazione, pur avendo il suo peso, fa solo da cornice alla figura centrale che man mano viene fuori.
Una bambina, un’adolescente, infine una donna, una “regina”, che cerca la propria dimensione, la propria identità, muovendosi tra mille difficoltà, riuscendo a conquistare un ruolo, strappandolo quasi a morsi, giorno per giorno, che la facesse infine “arrivare”, al nostro arrivare di donne, faticoso, difficile, senza mezze misure, che mai ci affranca del tutto, mai ci libera dal dovere di essere forti, dal dover dimostrare qualcosa, sempre, al qualcuno di turno.
Li ho conosciuti ed analizzati i personaggi che man mano, compaiono nello scenario della vicenda, personaggi normali, forti, teneri, fragili, un campionario di varia umanità ai quali viene affidato il compito di completare, incorniciare il quadro della vita.
Sin dal primo istante, e l’autrice lo sa bene, credo di averglielo detto e ridetto, mi ha molto colpita la descrizione ed il “modus” in cui viene trattata la figura del suo ex-marito. Nonostante le difficoltà, i contrasti, la separazione anche emotivamente cruenta, Vera non ha mai una parola di reale “cattiveria” per quest’uomo, che nonostante gli anni e le vicende continua a definire “mio marito”.
Dipingendo il personaggio non ne evidenzia difetti per il gusto un po’ amaro della rivalsa, nessun rancore a livello umano se non per fatti strettamente tecnici, mai di sostanza.
E’ un amore che va oltre, oltre l’immaginabile, oltre le convenzioni, oltre i clichè di dare e avere, oltre perfino l’orgoglio, ma mai snaturando una figura di donna forte, che in questo suo donare la sua anima completamente, tiene aperto un cerchio ideale, anche a dispetto del “normale”.
La riflessione su quest’uomo è infatti, non a caso: “continuo ad amare l’uomo che ho conosciuto” ed in questa affermazione c’è tutto il sentimento irrisolto per una persona che probabilmente non è stata capace di tener fede alla sua figura originale, ma nello stesso tempo rimarrà cristallizzata nell’anima della moglie per sempre, come’era.
Così resterà.

Angela Agnello

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