Il passato a Montebuono non finisce mai

Il passato a Montebuono non finisce mai

Piazza Dante, nel centro storico di Montebuono, è uno spazio racchiuso tra edifici antichi che regalano, anche durante l’afa agostana, una naturale frescura. In occasione dei festeggiamenti per l’Assunta, la piazzetta è stata adibita dalla Pro Loco a spazio per eventi culturali e musicali, oltre che a birreria per la gioia del palato.
Nel tardo pomeriggio del 14 agosto 2017 è stato presentato il libro “Il passato non finisce mai”, scritto da Stefano Iachetti insieme a Dario Marchetti che, purtroppo, per seri problemi di salute non è stato presente all’incontro.
Il pubblico è accorso numeroso, anche grazie alla presenza di molti turisti giunti in Sabina per godere del fresco e del buon cibo. Certamente il fatto che la storia raccontata nel libro sia ambientata a Montebuono ha reso l’atmosfera ancor più carica di attese.
Donatella, una giovane esponente della Pro Loco, ha introdotto l’incontro. A presentare il romanzo e a raccontarne la trama è stato Stefano Iachetti che, tra l’altro quando ha preso in mano il microfono, l’emozione, contenuta fino al quel momento si è rappresentata con tutta la sua forza. Fortunatamente, attorno a lui c’erano molti dei tanti personaggi con i quali ha condiviso tanti momenti felici proprio a Montebuono e tutto è diventato più semplice. Tra loro, Nicola Cacciani e Massimo De Felici, hanno prestato la loro voce per leggere alcuni passi del libro, donando con la loro interpretazione e il loro coinvolgimento emotivo un momento veramente suggestivo, molto apprezzato dal pubblico. Con orgoglio l’Autore ha ascoltato le parole di affetto e di apprezzamento di Fausto Morganti, sindaco di Montebuono, che ha onorato la presentazione con un intervento sincero e non formale.
La storia raccontata in “Il passato non finisce mai” inizia con un antefatto storico: l’eccidio da parte dell’esercito tedesco di alcuni soldati americani, sulla collina di San Benedetto, nel 1944. Il racconto poi si sviluppa nel 1977, proprio a Montebuono, luogo di rifugio dal clima rovente che si respirava quegli anni nelle grandi città e di incontro tra i ragazzi romani e i coetanei locali. A Ferragosto, durante le tradizionali feste, viene scoperto a San Benedetto un uomo ucciso. La successiva indagine, condotta da un disincantato Maresciallo con l’aiuto del gruppo di ragazzi protagonisti della storia, porterà a scoprire legami e intrecci con l’eccidio del ’44.
Nella costruzione della storia sono inseriti fatti inventati, altri autobiografici, altri di cronaca. “Il passato non finisce mai” è un omaggio agli anni Settanta, ricchi di fermento creativo ma anche di odio sociale e politico, durante i quali molti, troppi, giovani hanno perso la vita per difendere un ideale. Montebuono, oltre ad essere il luogo della nostra adolescenza, rappresentava e forse rappresenta ancora oggi, un’isola felice dove la vita scorre più lentamente, lasciando il tempo per assaporare i piaceri e far sfumare le tensioni.

 


Montebuono (Ri) è un comune di circa 1.000 abitanti, distante circa 80 km da Roma (A1 uscita Ponzano-Soratte). Il centro storico ha origini tipicamente romane, le torri tutte intorno al borgo si ergono maestose e alcune di esse sono trasformate in residenze prestigiose. Dal belvedere, fuori le mura, si può ammirare il panorama fatto di colline dai tanti colori di verde. Il monte San Benedetto protegge il paese dai venti freddi del nord favorendo un clima mite tutto l’anno (da cui il nome Montebuono). Salendo su per il pendio del monte si ha la possibilità di vedere tutto il borgo dall’alto e di godere di un panorama meraviglioso

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