Le vergini stolte

Cinque modelle tunisine ammiccano sfacciate da un cartellone pubblicitario, talmente belle da attirare l’attenzione di un killer che le sta eliminando una ad una. Tre sono già cadute; la quarta, Aicha Kabir, ha deciso di cercare rifugio nei luoghi natii,

12.00

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SKU: 20-4-28-1 Category:

Dettagli del Libro

Pages

229

Publisher

Akkuaria

Language

Italiano

ISBN

978-88-6328-282-5

Released

Giugno 2016

Formato

Cartaceo

Nota sull'autore

Gigi Leone

Gigi Leone

Gigi Leone nasce a Trapani nel 1975. Inizia a scrivere all’età di sette anni, ispirato da un tramonto osservato da un parcheggio mentre aspetta la madre di ritorno dalla spesa: ciò spingerà la signora a farsi portare la roba a domicilio. Durante gli anni collabora a vari periodici locali, scrive poesie e racconti brevi ottenendo trofei e riconoscimenti: quindi, giusto per farsi male, decide di passare ai romanzi. La pubblicazione d’esordio è del 2007 con “Piccolo intoppo a Roccazzo Town.” Con Akkuaria pubblica “Da che parte cominciare” (2008), “Quinto motivo” (2010), “La gente è quel che fa” (2011) e “Le vergini stolte” (2016). Vive e lavora in provincia di Bergamo: deriso da amici e colleghi per la sua totale mancanza di vizi, specialmente la sua inaccettabile astemìa, sta iniziando la stesura di un saggio intitolato “La dipendenza da alcool come fattore di accettazione sociale”.

Cinque modelle tunisine ammiccano sfacciate da un cartellone pubblicitario, talmente belle da attirare l’attenzione di un killer che le sta eliminando una ad una. Tre sono già cadute; la quarta, Aicha Kabir, ha deciso di cercare rifugio nei luoghi natii, una striscia di passato che dalla Sicilia conduce in Tunisia. Sulle sue tracce un professore svitato, una pseudo giamaicana e l’Ispettore Antonio Scacchi, tutti ex compagni di Aicha, separati da strade che il destino tornerà ad intrecciare con raffinata goliardia. Lo strano trio proverà suo malgrado a salvare Aicha da mille pericoli e soprattutto da se stessa, su di palco dove Oriente e Occidente si intrecciano senza sosta, specchiandosi in un’Africa dicotomica e bellissima.

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