Quel fiato da tirare tutto d’un colpo

Ho vissuto per anni in una casa di campagna da sola. Il mio branco di cani ed io.
Giravo per casa con una candela e mi scaldavo con i mattoni nel camino. Non chiudevo la porta, lasciavo fuori la macchina con dentro la chiave.I miei concittadini erano gli alberi, la nebbia, l’acqua buia dei fossi, le lucciole d’estate.

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Dettagli del Libro

Pages

193

Publisher

Akkuaria

Language

Italiano

ISBN

978-88-6328-351-8

Released

Ottobre 2018

Formato

Cartaceo

Nota sull'autore

Elena della Giovanna

Elena della Giovanna

Mi chiamo Elena Della Giovanna, vivo a Lodi in una stramba e allegra famiglia di umani e pelosetti.
La mia ricchezza, la mia felicità. Tre figli maschi che mi fanno sentire una mamma felice. (E mi danno non pochi pensieri!) Un marito che conosco e amo da ventitré anni. Mi supporta e sopporta. Una ciurma sgangherata, improbabile e variabile (nel numero) di randagini bisognosi, allietano e colorano la nostra Casa. Gatti, soprattutto, ma anche cani, ricci, gazze, cornacchie, topini, pecore, capre, maiali (anche se abitiamo in periferia e non in una sconfinata prateria). Eccentrici forse, felici di sicuro. Mi sono diplomata al Liceo Scientifico (anche se non capisco nulla di Matematica!) Ho preso poi la laurea in Scienze Politiche, con indirizzo sociologico, discutendo la tesi “Il rapporto terapeutico tra uomo e animale”. Sono nata (ahimè) così, non c’è un inizio in questa mia missione (perché per me è proprio una missione!) di salvataggio di animali bisognosi. Sin da piccolissima ho aiutato lumache, bruchi, coccinelle, scarafaggi, lucertole. Ho avuto una prozia anziana straordinaria (Antonietta) che mi ha sempre sostenuta e incoraggiata e ha comprato per me un enorme sacco di lumache, esposte in una vetrina di un pescivendolo a Lodi. Le abbiamo liberate insieme nel suo orto di grassi pomodori, sedani, finocchi, lattughe. Gliel’hanno raso al suolo in due giorni. Ma zia Antonietta era felice, per le lumache. E per me. Allora ho capito che la strada era quella giusta.

Mi occupo di aiutare tanti tipi di animali in difficoltà: gli ammalati, i cuccioli, i gattini da allattare e svezzare, i disabili e i piccoli malati terminali. Ma la categoria più dolorosa per me sono i rifiutati. Sono quegli animali che per i più svariati motivi non sono più voluti. Non mi riferisco ai casi in cui ci sono oggettivi gravi problemi, semplicemente sto parlando di quelle creature che non sono più desiderate.

Gli svariati motivi sono soltanto la variabilità della loro situazione: perché ammalati, perché invecchiati, perché ci si è stufati, perché costosi… Ne ho una lunga lista di svariati motivi e me li faccio sempre andare bene.

Ritiro il malcapitato gatto senza troppo rifletterci, senza chiedere o proporre. Inutile discutere su un motivo… se per me è assolutamente futile, per chi si vuole sbarazzare del proprio animale è talmente serio che (molto spesso) lo porta ad abbandonare il proprio amico. Allora tanto vale abbandonarlo a casa mia.

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