Mahon

Tanto è stato scritto sulla tragica giornata dell’8 settembre ’43.
Fra tutti quelli che hanno potuto e voluto ricordare, ci sono i marinai che il pomeriggio seguente videro e vissero in prima persona l’affondamento della Corazzata Roma, al traverso dell’Asinara.
Chi è stato coinvolto in quella tragedia non ha mai potuto dimenticare. Una voce pietosa ha detto che le anime dei marinai morti salirono al cielo e si trasformarono nei gabbiani che ancora oggi, alla stessa ora, volano sul tratto di mare dove avvenne l’affondamento.

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Dettagli del Libro

Pages

85

Publisher

Akkuaria

Language

Italiano

ISBN

978-88-6328-229-0

Released

Febbraio 2014

Formato

Cartaceo

Nota sull'autore

Federico Accinni

È nato a Milano il 29 novembre 1915.
Orfano di madre dall’età di quattro anni, a quindici si iscrisse alla Regia Scuola Macchinisti Navali di Venezia, iniziando così la sua carriera nella Marina Militare durata fino al settembre ’44, anno in cui diede le dimissioni.
La Marina fu la sua casa, la sua maestra, la sua vita. Anche dopo il congedo fu sempre fortemente legato ai concetti di onore, di lealtà, di dovere.

Tanto è stato scritto sulla tragica giornata dell’8 settembre ’43.
Fra tutti quelli che hanno potuto e voluto ricordare, ci sono i marinai che il pomeriggio seguente videro e vissero in prima persona l’affondamento della Corazzata Roma, al traverso dell’Asinara.
Chi è stato coinvolto in quella tragedia non ha mai potuto dimenticare. Una voce pietosa ha detto che le anime dei marinai morti salirono al cielo e si trasformarono nei gabbiani che ancora oggi, alla stessa ora, volano sul tratto di mare dove avvenne l’affondamento.
1352 marinai morirono con la loro nave, altri 25 perirono giorni dopo a causa delle ustioni e furono sepolti nel cimitero di Mahon. Ora sono là, nella pace di quell’isola straniera ma amorevole e ospitale con quei poveri resti.
Se oggi possiamo leggere la storia di quei giorni, con commozione e rispetto, lo dobbiamo a coloro che vissero quei momenti, e che – ciascuno col proprio sentire – hanno lasciato memoria di quei fatti accaduti.
E anche alla gente di Mahon che, pur provata dalla guerra civile, cristianamente accolse i marinai internati che colà vissero fino al gennaio 1945.

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