La vita dei fiori

Quando Ivana si lascia andare all’immaginazione e comincia a “dialogare” coi fiori, ella apre a tutti noi le nuove porte magiche di fantasia, ella rivela un simbolismo… inaspettato e fuori dagli schemi, che rimane celato anche ai più attenti osservatori.
Come se si trovasse a tu per tu con esseri simili a lei, Ivana riesce a stabilire un “contatto” personale con questi raffinati “abitanti” della terra che rendono la nostra vita più bella: più degna di essere vissuta.
Con il potere della sua osservazione e mediante una magica, sincrona vibrazione, una vibrazione all’unisono, la poetessa Ivana ed i fiori si incontrano, sussurrandosi a vicenda un “discorso” privilegiato, incantevole e segreto.

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Dettagli del Libro

Publisher

Akkuaria

Language

Italiano

ISBN

978-88-6328-

Released

Maggio 2010

Formato

Cartaceo

Nota sull'autore

Ivana Marija Vidović

Ivana Marija Vidović

Ivana non è solo una musicista. Sin dalla più tenera età si dedica anche alla poesia.
Nel 2003 ha pubblicato la prima raccolta di poesie in lingua croata – una scelta assai particolare dei suoi versi che riflettono la varieatezza delle influenze letterarie, nonchè la vivacità e la pittoresca ispirazione dell'espressione lirica, sia nei poemi a carattere autobiografico che in quelli a tema amoroso. L'autrice ha tradotto la raccolta in sloveno ed italiano, indi ha pubblicato il suo secondo libro in lingua slovena dal titolo «Un'infanzia felice» nel 2006; nel settembre 2006, sotto l'egida della città di Nasice, ha pubblicato una raccolta di versi in quattro lingue dal titolo «La vita dei fiori», dall'omonimo opus per pianoforte, opera della compositrice croata più insigne, Dora Pejacevic, cui la raccolta è dedicata.
Nel maggio 2007 una raccolta di poesie di Ivana tradotte in lingua italiana, dal titolo «Felice infanzia», è stata pubblicata in Italia a cura di Akkkuaria: in occasione della presentazione della raccolta, l'Autrice si è esibita in due recital in cui, alla declamazione delle sue poesie, si sono alternate piece musicali tratte dal repertorio della pianista ragusea.
Con questa edizione di poesie ella è diventata membro d'onore della società letteraria Akkuaria in Italia. Ha in seguito proseguito la collaborazione con questa Società letteraria, donando nell'anno 2007, a beneficio degli animali abbandonati, la sua «Trilogia a quattro zampe», inclusa poi nell'Antologia dei poeti contemporanei italiani col titolo «Con gli occhi di un gatto». Nel 2008, invece, è stata inserita in altre tre antologie, vincendo il terzo premio
«I veli della luna» per la poesia «Bucaneve» e nell'Antologia «Omaggi a Venezia», nella quale ha dedicato i suoi versi al grande drammaturgo raguseo Marin Drzic, in occasione del cinquecentenario della sua nascita. E' in procinto di uscire poi, sempre a cura della stessa casa editrice, un nuovo lavoro letterario di Ivana dedicato agli animali, dal titolo «Trilogia a quattro zampe», da considerarsi l'ennesima testimonianza dell'impegno umanitario dell'artista in favore dei piccoli animali abbandonati.
Ivana M. Vidovic è impegnata, partrecipandovi attivamente in prima persona, nell'allestimento e nell'organizzazione di numerosi eventi culturali di portata internazionale, come, ad esempio, il progetto Sorrento - Dubrovnik-Sorrento Festival 2006, il Festival «Due sponde un mare» che si tiene a Termoli, la collaborazione con le città di Udine, Cuneo e Cella Monte (Monferrato), la collaborazione artistica con la Casa Editrice Akkuaria, di cui è anche membro d'onore, e la collaborazione artistico - culturale instauratasi tra la Pennsylania, il Brasile, l'Argentina e la Croazia.
Dal settembre 2007, inoltre, è iniziatrice e direttore artistico del «Epidaurus Festival» a Cavtat (Croazia).

Le persone ricche di originalità, con la loro fuga da una realtà troppo spesso – per loro – alienante, dimentichi della propria vita, per mera necessità sperimentano nel loro slancio di libertà la propria irripetibile verità soggettiva e, attraverso la loro arte, creano mondi nuovi, imprimendo così un chiaro suggello al loro tempo.
Lo stupore e la commozione costituiscono le fonti del loro anelito spirituale, gli elementi che suscitano i loro lucidi rapimenti.
Avvicinarsi, pertanto, in questo modo alle opere di Dora Pejačević, infonder loro una dimensione nuova con la propria interpretazione, eternandone il mondo poetico, non è soltanto, quindi, la risposta a un riflesso, quanto piuttosto un dire sì alla passione, vista come il fortissimo anelito alla bellezza che ha spinto l’autrice a compiere questo salto estatico dal mondo delle note a quello delle liriche.
Immergersi in una simile avventura creatrice costituisce il segno inequivocabile della libertà e della versatilità dell’animo umano, che non rimane mai immobile, bensì cerca “ciò che non si vede”, dal momento che “l’uomo è l’essere degli spazi infiniti” (oppure: l’uomo è l’essere “che va oltre”).
Nella sua introduzione al Secondo manifesto del movimento surrealista, Andrè Breton sostiene che la rosa, ovvero il fiore inte-so come motivo poetico, possiede un suo significato denotativo e connotativo intimamente connesso alla capacità di associatività che è propria della poesia.
Nell’ambito del ciclo floreale, nelle poesie di Ivana Marija Vidović, i fiori – il bucaneve, la violetta, il mughetto, il mysotis – rappresentano sì gli archetipi di una sublime bellezza, ma assurgono anche a simboli che disegnano persone, sensazioni, fenomeni e moti dell’animo.
L’impressione e il simbolo floreale, in queste liriche, diventano una cosa sola, dando vita ad una semantostruttura che rimanda all’ambivalenza del fiore inteso come simbolo nel repertorio artistico di Ivana Marija.
Il bucaneve è fragile, delicato, ma allo stesso tempo rappresen-ta l’indistruttibile scintilla di vita che sfolgora agli alberi della primavera sotto il manto ghiacciato sciolto, ormai, “dalle acque primaverili”. Caratteristica peculiare della poesia è l’unione di suono e significato, sicchè le parole, nella poesia, con il loro suono, evocano anche ciò che non esprimono dal punto di vista del significato, cosa che è particolarmene evidente nella lirica di Ivana M.Vidović :
La violetta: «Violetta, bambinella dolcissima… Violetta, violetta violetta, bambolina graziosa, in te, ogni volta nuove, nascono… si palesano, tutte le sequenze mozartiane.»
Questi versi, così come quelli delle altre poesie:
(Quieta come la morte / bella come un campo) non sono solamente il sottofondo sonoro, bensì costituiscono la stessa fonostruttura della poesia, un arabesco sonoro, una specie di musica dai mille colori che riesce a fondersi magicamente con gli schizzi poetici coi quali si trova in legame sinestetico – associativo.
Il verso di Verlaine, tratto dalla lirica: L’arte della poesia:
«Vi sia, sempre e ovunque, musica» illustra al meglio la compe-netrazione, l’inscindibile fusione dei versi poetici di Ivana Marija Vidović coi toni tratti dal ciclo per pianoforte La vita dei fiori di Dora Pejačević.
Con quest’opera unica nel suo genere, l’autrice ha saputo esaltare in massimo grado la qualità della musica di Dora Pejačević, riuscendo ad infonderle la dimensione di valore supremo, che alla vita e alle opere dell’una e dell’altra imprime l’imperituro riflesso dell’eternità.

Ana Dalmatin

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