L’incarico definitivo

La mezzanotte è passata da poco ed io ho appena finito di scrivere. Ma quando è possibile dire che un libro sia finito? Secondo me mai. Per scrivere quello che state per leggere ho impiegato quasi quattro anni, e chissà quanti altri ancora ne sarebbero passati se il mio editore non avesse perso la pazien-za. Il fatto è che i miei personaggi non mi lasciano in pace: mi vengono a trovare di notte e continuo a sentire i loro occhi addosso. Bisogna capirli: finire un libro vuol dire chiuderli in gabbia.
Però – non ridete – appena ho scritto la parola fine mi è successo qualcosa. Mi è nata l’illusione che da domani io possa essere una persona diversa. È quello che speravo e forse è questo che mi ha spinto a scrivere. Anche se voi penserete che io sia un pazzo dopo aver letto quanto segue.

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Dettagli del Libro

Pages

144

Publisher

Akkuaria

Language

Italiano

ISBN

‎88-89418-57-5

Released

Settembre 2021

Formato

Cartaceo

Nota sull'autore

Paolo Moretti

è nato a Terni nel 57. Abita a Padova, dove lavora come medico pediatra. I suoi interessi principali sono la lettura e la musica jazz. Con quest’opera esordisce nel campo della letteratura contemporanea.

L’Incarico definitivo. È questo il titolo di un insolito thriller psicologico nel quale l’“Io narrante” viene ironicamente (e consapevolmente) occultato nel personaggio di Valerio. Già all’inizio del racconto l’autore rivela come soltanto l’intervento del suo editore lo abbia dissuaso dallo scrivere in prima persona. In effetti la storia non è concepita con il classico distacco che di solito si osserva in questo genere narrativo, dove i personaggi, coinvolti in situazioni emotiva-mente inquietanti, sono come guardati dall’alto e consegnati ad una sorta di vita propria. Qui invece l’autore appare del tutto consapevole di avere costruito un intreccio che lo tocca nel profondo e che gli appartiene visceralmente.

La tecnica narrativa procede a cerchi concentrici e il protagonista dipana la sua trama esistenziale con resoconti oscillanti, che si spostano dalle memorie recenti a quelle più remote, come in una seduta psicanalitica, dove le dimensioni spazio temporali appaiono alterate e immerse in un clima derealizzato e onirico.