La divinità del vino

Tu, come il vino sei della Montagna,
che sempre più di zucchero diventa
se nella botte più dimora e stagna!
Il mio pensiero più non s’accontenta,

che provare vorrebbe la cuccagna
di gustare quel vino mentre sventa
e scola dolce dalla botte e bagna
la bocca capricciosa che mi tenta.

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Dettagli del Libro

Publisher

Akkuaria

Language

Italiano

ISBN

978-88-6328-318-1

Released

Agosto 2009

Formato

Cartaceo

Nota sull'autore

Pippo Nasca

Pippo Nasca

È nato a Catania nel 1937. Ha pubblicato, oltre al presente volume, con Libroitaliano World - Ragusa la raccolta di poesie Quando l’alba del tramonto incombe. Con Akkuaria: la raccolta di racconti autobiografici Tutto passa e cambia; un libro di saggistica relativo alla Sicilia Ju fazzu ‘n-soccu mi piaci fari; la raccolta di racconti fantastici La fede del Gatto e del Topo; il poemetto in siciliano Lu stranu viaggiu; la raccolta di racconti Ilaria e Catania; la traduzione in siciliano di alcune celebri poesie del Leopardi Di Tia leggiu lu chiantu; una raccolta di poesie mitologiche in siciliano C’era na vota nta l’antica Grecia. Con la casa editrice Anninovanta di Antasicilia: una rivisitazione in siciliano del poema virgiliano Sicilianaeneide. Con Lampidistampa: una raccolta di liriche in siciliano I me’ pinseri; una raccolta di poesie satiriche in siciliano I salateddi; una raccolta di poesie in italiano Scarabocchiando briciole di sogni.

Come ogni anno, sono stato invitato da Saro a vendemmiare nel suo poderetto di Algirassi a Zafferana sull’Etna. Dopo che le operazioni di raccolta e spremi-tura dell’uva, tutti i convitati abbiamo partecipato alla rituale “mangiata” di salsiccia e carne arrostita, preceduta dalle immancabili olive bianche condite e quelle nere all’olio e del vino rosso dell’anno precedente.
Mi sono fermato a osservare i filari delle viti, regolarmente sostenute da paletti infissi nel terreno e legati tra di loro con del fil di ferro. Mi sono detto che certamente tutto quanto era frutto del lavoro meticoloso di Saro e quei grappoli neri e lucenti saturi di acini brillanti come perle tra il fogliame erano la giusta ricom-pensa di tanto lavoro.

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