Un barbiere italiano a Mulberry Street – Francesco Paolo Severino (1880-1942)

Il libro è un omaggio alla figura avventurosa e poliedrica di Francesco Paolo Severino, descritto come un “pioniere della vita”. L’autore ne loda la generosità e la ricchezza di insegnamenti, pur riconoscendo che fosse un uomo “duro e austero”. Il testo è un toccante tributo alla memoria di un uomo che l’autore non ha mai conosciuto personalmente.

Lo stile è intimo e personale, con l’autore che riflette sulle proprie emozioni e legami familiari, come il dispiacere di non portare il nome di Francesco Paolo, che si era tramandato in famiglia per quasi due secoli. L’opera è anche un tentativo di documentare una storia che altrimenti sarebbe andata persa, poiché gran parte della vita del nonno non era stata ampiamente documentata. La narrazione è arricchita da dettagli storici, come la “Congiura dei Baroni” e la storia dei Severino a Galdo Cilento, e da riferimenti a eventi che hanno segnato l’epoca, come il terremoto di Ischia del 1881 e l’uccisione del poliziotto italo-americano Joe Petrosino a Palermo.

12.00

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Dettagli del Libro

Pages

80

Publisher

Akkuaria

Language

Italiano

ISBN

9798290235158

Released

Luglio 2025

Formato

Cartaceo

Nota sull'autore

Gerardo Severino

Gerardo Severino

Il Dottor Gerardo Severino, Colonnello in Ausiliaria della Guardia di Finanza è nato a Castellabate (Salerno) il 26 ottobre del 1961. Arruolato nel Corpo il 1° ottobre del 1981, vi ha percorso una brillante carriera operativa che, fra l’altro, lo ha visto impegnato anche presso il Tribunale di Palermo alle dirette dipendenze del compianto Giudice Giovanni Falcone. Promosso ufficiale per meriti eccezionali nel 2003, dopo aver prestato lungamente servizio presso il Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata (GICO) di Roma, è stato posto alla direzione del Museo Storico del Corpo, nonché a capo di due Sezioni dell’Ufficio Storico del Comando Generale della Guardia di Finanza, incarico che ha ricoperto sino al 31 dicembre 2022, il primo e sino al 30 giugno del 2014, il secondo. Il Colonnello Severino, membro della S.I.S.M. (“Società Italiana di Storia Militare”) è autore di numerosi libri, saggi ed articoli di storia militare, molti dei quali pubblicati dalle principali riviste italiane ed internazionali. Esperto in storia dell’emigrazione italiana nel mondo, è diplomato in Archivistica presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. In tale veste è stato per anni responsabile del-l’Archivio Storico della Guardia di Finanza. Per l’eccezionale contributo offerto al panorama culturale italiano, soprattutto nell’ambito del servizio svolto presso il Museo della Guardia di Finanza sin dal 1994, nel febbraio 2000 è stato insignito dal Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi della Medaglia d’Argento dei Benemeriti della Scuola della Cultura e dell’Arte, su proposta del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e dal Presidente Giorgio Napolitano dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il 27 dicembre 2013. Per gli stessi motivi gli sono state conferite, da alcuni Stati Esteri, altre prestigiose onorificenze. Nell’aprile 2010 ha ricevuto il “Premio Internazionale Joe Petrosino”, destinato a ricompensare chi, fra gli esponenti delle Forze dell’Ordine, della Magistratura, delle Istituzioni o dell’Associazionismo sociale si sia distinto nella lotta alla mafia ed alla criminalità organizzata. Già “Premio alla Cultura” concessogli dal Comune di Castellabate il 9 gennaio 2006 è stato insignito anche del premio “Giglio d’Oro”, rilasciatogli dalla medesima Amministrazione, a lui riconoscente per aver firmato le proposte di conferimento al Gonfalone comunale della Medaglia d’Oro di 1^ classe della Croce Rossa Italiana e quella di Bronzo al Merito Civile. Il Colonnello Severino ha ricoperto anche l’incarico di Direttore del “Nucleo di Ricerca” al quale il Comandante Generale della Guardia di Finanza aveva affidato il compito di ricostruire le azioni umanitarie delle quali si resero protagonisti i Finanzieri in favore dei profughi ebrei e dei perseguitati dal nazi-fascismo dopo l’8 settembre 1943. Nel corso del 2014 è nominato Consulente Storico nell’ambito della causa di beatificazione di Don Giuseppe Gabana, già Cappellano Militare della Legione Guardia di Finanza di Trieste. Nel 2015, in omaggio ai suoi studi, ricerche e pubblicazioni tematiche dedicate alla Resistenza, gli è stato attribuito il prestigioso premio nazionale “Renato Benedetto Fabrizi” da parte dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. È Cittadino Onorario, fra gli altri, anche dei comuni sardi di Bosa, Chiaramonti e San Nicolò Gerrei, nonché di Clivio, in provincia di Varese. Il 15 novembre 2019 gli è stata conferita la Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze e Tecniche della Comunicazione, da parte dell’Università degli Studi dell’Insubria, di Varese. Da ultimo, nel febbraio del 2021 ha ricevuto il premio speciale “Provincia di Sassari” nell’ambito del “Premio Nazionale di Letteratura Sarda Città di Ozieri”.

Un barbiere italiano a Mulberry Street: Ovvero Storia di mio Nonno Francesco Paolo Severino (1880-1942) di Gerardo Severino è un’opera di memoria e storia familiare che traccia il percorso di vita dell’autore, suo nonno, mescolando ricordi personali, testimonianze orali e approfondite ricerche genealogiche. Il libro è il risultato di uno sforzo da parte dell’autore di “trasfondere su carta” i suoi ricordi giovanili e le storie tramandate da padre in figlio e raccolte dalla nonna, zia e padre.

La narrazione principale si concentra su Francesco Paolo Severino, un uomo che ha vissuto un’esperienza di emigrazione “bellissima”. Dopo aver lavorato come pescatore in Italia, si trasferì negli Stati Uniti, dove divenne un affermato barbiere con un salone in Mulberry Street a “Little Italy” di New York. Il libro descrive la sua vita in America, dove conobbe la sua prima moglie, Matilde, e visse momenti significativi, come l’incontro con personalità che hanno fatto la storia degli italiani negli Stati Uniti. Tuttavia, la vita di Francesco Paolo fu segnata da una serie di eventi tragici, tra cui la perdita della moglie e dei figli maschi. Sebbene non abbia vissuto abbastanza a lungo per assistere ad altri dolori, come la morte del figlio Giuseppe durante la Seconda Guerra Mondiale e quella del nipote Francesco, il libro sottolinea le avversità che ha dovuto affrontare.

Oltre alla biografia del nonno, l’opera si espande per includere un’ampia sezione sulla storia della famiglia Severino. L’autore esplora le origini del casato, collegandolo a Turgisio il Normanno e alla più famosa famiglia dei Sanseverino. Rivela come il ramo della sua famiglia, un tempo proprietario terriero e “nobile di Galdo”, fu “declassato” a modesti “bracciali” (contadini) e in seguito pescatori. L’autore si sente onorato di questa origine, riconoscendo il legame profondo con antenati storici.