Tangue. La lingua del Tango

Tangue. La lingua del Tango

Presentato alla città per la prima volta in versione integrale, dopo una prima proiezione alla I° Rassegna I Art, due anni or sono, il lungometraggio Tangue. La lingua del Tango mette l’accento su tutte le vocali e consonanti dell’alfabeto del Tango. L’autrice siciliana, propone un lavoro che si pregia d’essere il primo in Italia dedicato al Tango, in forma di docufilm. Marta Limoli: “È nato qui, in Sicilia, ed è stato girato interamente a Catania, questo lungometraggio sul Tango che arriva dopo anni di elaborazione molto faticosa. Ho visto tutti i bei film sul Tango e che parlano di Tango. In Italia abbiamo avuto il piacere di vedere un primo documentario prodotto a Roma tanti anni fa e successivamente un film prodotto a Bergamo. Questo mio, ma vorrei proprio dire “nostro” perché di tutti coloro che vi hanno preso parte con spirito massimo di collaborazione e una fortissima carica d’entusiasmo, è il primo docufilm lungometraggio; appunto.

Fine primo tempo. Il pubblico applaude spontaneamente. Non accade spesso. Si percepisce quanto lavoro appassionante vi sia dentro e dietro quello scorrere di immagini che ritraggono la città nel suo splendore di luoghi storici, fastosi, scorci popolari. Il Tango attraverso gli occhi di una tanghèra neofita viaggia su corde intimiste, condivise con un compagno di scoperte e sensazioni. Gli incontri con i Maestri argentini lasciano spazio alle comprensioni delle origini del Tango e le sue evoluzioni, gli stili, le possibilità. Marta Limoli: “Sono cosciente dei mezzi semplici, con i quali è stato affrontato ogni singolo set, nell’arco di un anno di riprese. Vorrei difendere l’idea. Il talento di un grande gruppo di artisti, grandi professionisti che appaiono in qualità di attori e musicisti, ballerini e Maestri. Catania è un set a cielo aperto, il Tango lo si può far vivere in ogni angolo e luogo poiché fa parte di ognuno di noi.

Il docufilm mantiene una linea certamente a favore delle visioni pittoriche e oniriche, così come dichiara la stessa autrice e attrice durante la presentazione al pubblico. La sua direzione è difatti orientata su orizzonti che vogliono accarezzare il piacere delle citazioni tuttavia ben trattenute in determinate scene, senza volersene crogiolare nell’ostentazione. È anche questa la caratteristica notevole di Tangue. L’originale, a nostro avviso, composizione di un insieme di elementi che compongono un quadro dal forte punto focale dai riverberi più varii, fra colori, luci ed ombre, notturni profondi e il calore del sole mediterraneo che scalda a tempo di Tango.

Di rilievo il repertorio musicale, risultato di una minuziosa ricerca, eseguito da ottimi musicisti catanesi. Affascinante la semplicità con la quale a fil di voce si esprimono versi poetici di raffinata scrittura. Colpiscono lo spettatore la bellezza delle location, le coreografie, i momenti di recitazione che regalano il sorriso. Progetto da avvallare, soddisfa la curiosità dell’appassionato di Tango così come di coloro i quali non vi si sono mai approcciati ma ne godono come spettatori di uno spettacolo per tutti.

 

Bartolo Mammana

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